{"id":8640,"date":"2018-06-09T12:53:33","date_gmt":"2018-06-09T10:53:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/?p=8640"},"modified":"2018-06-09T15:07:59","modified_gmt":"2018-06-09T13:07:59","slug":"lettera-ad-un-bambin-o-gravemente-ammalato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/new\/lettera-ad-un-bambin-o-gravemente-ammalato\/","title":{"rendered":"Lettera ad un Bambino gravemente ammalato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Kubler-Ross.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8641\" alt=\"Kubler Ross\" src=\"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Kubler-Ross-211x300.jpg\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Kubler-Ross-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Kubler-Ross.jpg 468w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a>Diversi anni fa, la dott.ssa Elisabeth Kubler-Ross, si rec\u00f2 in Virginia, per visitare un bambino di nove anni che stava morendo di cancro. Prima di lasciarlo gli disse che probabilmente avrebbe avuto molti interrogativi e che, non potendolo andare a trovare tanto spesso, se avesse avuto qualche domanda avrebbe potuto scriverle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, un giorno Elisabeth ricevette una sua lettera. Era di pochissime righe: \u201cCara Dottoressa Ross mi resta soltanto una domanda. Che cosa \u00e8 la vita e che cosa \u00e8 la morte e perch\u00e9 i bambini devono morire? Con affetto, Dougy\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capite perch\u00e9 Elisabeth aveva un debole per i bambini? Perch\u00e9 tagliano corto con i salamelecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec \u00a0rispose al fanciullo con una lettera. Senza esprimergli grandi concetti, utilizzando il suo stesso linguaggio. Prese una bella scatola di pennarelli a 28 colori,\u00a0i colori lucenti dell\u2019 arcobaleno e, siccome la lettera non le sembrava ancora abbastanza bella, la illustr\u00f2. Poi, quando fu finita, le piacque talmente che avrebbe voluto tenersela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Razionalmente si disse: \u201cMa s\u00ec che posso tenerla, \u00e8 un mio diritto, ci ho lavorato parecchio, e poi tra poco saranno le cinque e la posta sar\u00e0 chiusa. I miei figli torneranno da scuola e sar\u00e0 meglio cominciare a preparare loro da mangiare\u201d e altre scuse del genere. Ma pi\u00f9 si allungava la lista delle scuse, pi\u00f9 sentiva in cuor suo che era ingiusto. Cos\u00ec si disse: \u201cE io che me ne vado in giro a insegnare di fare la scelta pi\u00f9 nobile. Qual \u00e8 la mia adesso? \u00c8 di andare immediatamente all\u2019ufficio postale e spedirla, perch\u00e9 l\u2019ho scritta per Dougy, non per me!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec fece.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dougy ne fu molto orgoglioso e felice. La mostr\u00f2 a molti altri bambini in ospedale. E gi\u00e0 questo, di per s\u00e9, fu molto bello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque mesi pi\u00f9 tardi, in marzo, la sua famiglia, pur molto povera, fece una chiamata interurbana alla dottoressa Ross.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dougy venne al telefono e disse: \u201cDottoressa Ross, oggi \u00e8 il mio compleanno. Lei \u00e8 l\u2019unica che ha avuto abbastanza fiducia e ha creduto che avrei festeggiato un altro compleanno. E quindi voglio farle un regalo. Ma non riuscivo per\u00f2 a trovare qualcosa per lei, perch\u00e9 noi non abbiamo niente. L\u2019unica cosa che mi \u00e8 venuta in mente era di rispedirle la sua bellissima lettera. A una condizione, per\u00f2! A una condizione: che lei la faccia pubblicare e la renda disponibile agli altri bambini che stanno morendo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Elisabeth passarono per la testa tantissimi pensieri tra i quali &#8220;sar\u00e0 costoso, ventotto colori per ogni pagina, quadrante intellettuale, svizzera parsimoniosa, come far\u00e0 a permetterselo la gente&#8221;. Tutto questo stava inizialmente interferendo dentro di se ma poi disse: \u2018No! A pensieri simili. E opt\u00f2 per la scelta pi\u00f9 nobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio vero: se dai senza aspettative, riceverai diecimila volte tanto. Questo successe molti anni fa (Elisabeth Kubler Ross mor\u00ec \u00a0nel 2004).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Dougy mor\u00ec la \u201cLettera\u201d aveva gi\u00e0 raggiunto diecimila bambini in punto di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diversi anni fa, la dott.ssa Elisabeth Kubler-Ross, si rec\u00f2 in Virginia, per visitare un bambino di nove anni che stava morendo di cancro. Prima di lasciarlo gli disse che probabilmente avrebbe avuto molti interrogativi e che, non potendolo andare a trovare tanto spesso, se avesse avuto qualche domanda avrebbe potuto scriverle. 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