{"id":6727,"date":"2015-05-29T17:21:59","date_gmt":"2015-05-29T15:21:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/?p=6727"},"modified":"2015-07-22T23:49:24","modified_gmt":"2015-07-22T21:49:24","slug":"indimenticabile-jeff-buckley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/new\/indimenticabile-jeff-buckley\/","title":{"rendered":"Jeff Buckley: per non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono passati diciotto anni dalla morte di\u00a0Jeff Buckley\u00a0e, ancora oggi, l\u2019artista \u00e8 considerato una delle voci pi\u00f9 emozionanti nel panorama musicale contemporaneo. Il culto a lui collegato non \u00e8 dissimile da quello di icone morte in circostanze altrettanto drammatiche; la\u00a0storia del rock\u00a0vive e si nutre di figure passate a miglior vita e Buckley ne \u00e8 un\u2019ennesima quanto preziosa testimonianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce il 17 novembre 1966 a Orange Country, in California, da\u00a0Mary Guibert, una violoncellista di origine panamense, e\u00a0Tim Buckley; non esattamente uno sconosciuto. Per definirne la figura le parole potrebbero non bastare: folk singer illuminato, compositore di talento, genio (in)compreso. Tim Buckley \u00e8 stato\u00a0uno dei pi\u00f9 grandi cantanti che il rock possa vantare\u00a0di aver incrociato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene quindi facile pensare che il figlio possa aver ereditato tali geni, anche se nel mondo della musica i\u00a0figli d\u2019arte, storicamente, non hanno vita facile; spesso vittime di preconcetti, percorrono strade apparentemente in discesa, sebbene tra quelle curve, si celino insidie alle quali spesso \u00e8 difficile far fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi era Jeff Buckley? Dopo aver partecipato al \u201cGreetings from\u00a0<em>Tim Buckley<\/em>\u201d alla St. Ann\u2019s Church di New York,\u00a0il tempo della gavetta non era ancora terminato e l\u2019artista cominci\u00f2 ad esibirsi come solista nei locali del Lower East Side di New York. Fu quello il periodo in cui le cose mutarono in rapida sequenza; alla fine dello stesso anno, infatti, firm\u00f2 un contratto discografico con la Columbia, grazie al chitarrista e produttore\u00a0Steve Berkowitz. Risalgono all\u2019agosto del 1993 i primi tentativi su disco: l\u2019ep\u00a0<em>Live at Sin-\u00e8<\/em>\u00a0ne sancisce\u00a0il debutto\u00a0(quattro le canzoni tra cui Modjo Pin ed Ethernal Life).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Grace<\/em>\u00a0nel 1994 \u00e8 l\u2019album d\u2019esordio\u00a0e l\u2019unico ufficiale. Pubblicato nella seconda met\u00e0 del 1994, \u00e8 soprattutto l\u2019involontario\u00a0testamento di un artista\u00a0straordinario, in grado di realizzare esattamente il disco che aveva in testa: nella sua accezione ritmica, il pop caldo e fuorviante doveva confluire dentro stili musicali ben definiti: folk, hard rock, musica etnica.\u00a0A fare da sfondo, la voce, capace di lambire gli sconfinati territori frequentati dai grandi del blues e del gospel. Ballate come\u00a0<em>Lover<\/em>\u00a0oppure\u00a0<em>Ethernal Life\u00a0<\/em>ne sono una decifrabile conferma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0<em>Dream Brother<\/em>, capolavoro assoluto, traspare l\u2019esigenza di una profonda\u00a0ricerca spirituale. Si ascolti anche\u00a0<em>Allelujah<\/em>\u00a0di Leonaard Cohen che riveduta e corretta, evoca toni profondi e un incedere meditativo che non lascia scampo. In\u00a0<em>Corpus Christi Carol<\/em>\u00a0le note si fanno rarefatte e gli strumenti sono un semplice accompagnamento per la voce, ancora una volta impetuosa ed assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni brano \u00e8 l\u2019imprescindibile tassello di un\u00a0capolavoro incommensurabile. Pi\u00f9 che un album, una pietra miliare della musica rock degli anni \u201890. Il successo planetario lo catapult\u00f2 all\u2019attenzione del grande pubblico. Il disco, inoltre, fu acclamato unanimemente dalla critica specializzata che vedeva in lui, per ovvi motivi, l\u2019ideale prosecutore dell\u2019opera incompiuta del padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019estate del 1996 e il febbraio del 1997 il cantante stava lavorando alle canzoni del\u00a0nuovo disco. L\u2019opera procedeva a rilento, c\u2019erano stati problemi con il produttore dell\u2019album Tom Verlaine (ex-Television) e questo ne aveva rallentato le registrazioni. Buckley veniva da un tour che tra il 1994 e i primi mesi del 1997 lo aveva portato in giro per il mondo. In quel periodo tenne una quantit\u00e0 incredibile di\u00a0concerti, toccando, oltre agli Stati Uniti, il Canada, l\u2019Australia, il Giappone e diversi paesi europei. Arriv\u00f2 anche in\u00a0Italia\u00a0per tre soli appuntamenti: Milano, Cesena e Correggio (Reggio Emilia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel maggio del 1997 l\u2019artista si trovava a Memphis poich\u00e9 riteneva quella citt\u00e0 il luogo ideale nel quale dare vita al suo\u00a0secondo attesissimo album; avrebbe dovuto intitolarsi con ogni probabilit\u00e0\u00a0<em>My Sweetheart The Drunk<\/em>. Quella sera, in un lento digradare di forme e colori, il sole si richiuse in se stesso. Quel ragazzo, ebbro di vita, si tuff\u00f2 allontanandosi con impeto dalla riva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u2018Jeff entra nel Wolf River (\u2026) e comincia a nuotare. Canta insieme a Robert Plant, canta il ritornello di\u00a0Whole Lotta Love, mentre l\u2019amico a riva si sgola, pregandolo di fare attenzione. Lo invita un paio di volte ad uscire. Buckley continua a nuotare fino ai piloni del ponte autostradale che attraversa il fiume. Ormai \u00e8 quasi buio. Keith gli urla di stare attento: c\u2019\u00e8 un battello che arriva dalla direzione opposta (\u2026); Jeff si sposta, ma evidentemente troppo tardi. La corrente provocata dall\u2019elica del motore del battello lo tira gi\u00f9. Keith non si accorge di nulla; l\u2019onda provocata dal passaggio del barcone gli finisce addosso (\u2026). Una questione di secondi. Quando torna a guardare verso il fiume, Jeff \u00e8 scomparso\u2019\u00a0<\/em>(da\u00a0<em>Aspetto nel fuoco<\/em>\u00a0di Chiara Papaccio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corpo\u00a0fu ritrovato il 5 giugno 1997, la corrente lo aveva trasportato nel tratto di fiume che scorre al centro della citt\u00e0. L\u2019autopsia riveler\u00e0 che il cantante non aveva bevuto e non era drogato al momento dell\u2019annegamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In memoria di Jeff Scott Buckley (Anaheim, 17 novembre 1966 \u2013 Memphis, 29 maggio 1997).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati diciotto anni dalla morte di\u00a0Jeff Buckley\u00a0e, ancora oggi, l\u2019artista \u00e8 considerato una delle voci pi\u00f9 emozionanti nel panorama musicale contemporaneo. 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