{"id":6676,"date":"2015-04-26T19:59:54","date_gmt":"2015-04-26T17:59:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/?p=6676"},"modified":"2020-05-18T13:29:42","modified_gmt":"2020-05-18T11:29:42","slug":"adrian-borland-apologia-di-un-suicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/new\/adrian-borland-apologia-di-un-suicidio\/","title":{"rendered":"Adrian Borland: apologia di un suicidio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sul finire degli anni Settanta prendeva forma in\u00a0<strong>Inghilterra<\/strong>\u00a0un suono ibrido e pulsante, generato da una miriade di gruppi facenti parte di un sottobosco musicale estremamente sfaccettato; band la cui\u00a0allure\u00a0contribu\u00ec in maniera determinante alle fortune di un periodo musicale pressoch\u00e9 aureo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il caso dei\u00a0<strong>The Sound<\/strong>,\u00a0gruppo capitanato da\u00a0<strong>Adrian Borland<\/strong>\u00a0e proveniente da\u00a0<strong>Londra<\/strong>. Dimenticatevi i\u00a0<strong>Joy Division<\/strong>, evitate pure di confondervi con i\u00a0<strong>Cure<\/strong>, i Sound \u2013 sebbene appartengano alla medesima cifra stilistica \u2013 ancora oggi restano un gruppo a s\u00e9 stante, uno di quei rari casi musicali rimasti colpevolmente sottesi all\u2019interno del caleidoscopico mondo della musica\u00a0<strong>Post-punk<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dunque perch\u00e9 parlarne oggi? Oltre a generare piacere per quei pochi che li hanno amati, proprio in questi giorni Adrian Borland moriva (il 26 aprile del 1999) e quindi raccontarlo diviene uno stimolo oltre che un atto dovuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cantante dei\u00a0<strong>Sound<\/strong>\u00a0era un personaggio ai margini del\u00a0mainstream\u00a0e di lui, della sua vita privata, poco si conosce: aveva una personalit\u00e0 schiva e sul palco non mostrava la tipica personalit\u00e0 che contraddistingue i grandi\u00a0frontman\u00a0del periodo, eppure, ripercorrendone le gesta, si scopre quanto testi e musiche abbiano sopperito a tale mancanza, segnando in ogni caso gli anni Ottanta e in particolar modo la\u00a0<strong>New Wave<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per \u201ccollocare\u201d la poetica della band occorre fare un rapido passo indietro. Sappiamo che l\u2019Inghilterra, all\u2019epoca, era musicalmente cangiante; diversi furono i focolai disseminati in pi\u00f9 parti. Londra rappresentava chiaramente il fulcro del movimento:\u00a0oltre a Borland e soci, i\u00a0<strong>P.i.l<\/strong>,\u00a0<strong>Siouxsie and the Banshees<\/strong>,\u00a0<strong>The Psychedelic Furs<\/strong>, giusto per citarne alcuni.\u00a0Altre per\u00f2 erano le piazze in tumulto, come\u00a0<strong>Manchester<\/strong>, la quale mostrava la propria versione apocrifa proponendo gruppi seminali quali Joy Division,\u00a0<strong>Magazine<\/strong>,\u00a0<strong>A Certain Ratio<\/strong>,\u00a0<strong>Buzzcooks<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Sound si formano nel 1979, dando alle stampe, l\u2019anno successivo,\u00a0Jeopardy, il primo disco. A quel tempo, a dominare, furono\u00a0<strong>produzioni a basso costo<\/strong>, caratterizzate da suoni scarni ed essenziali, evocanti gli umori del punk, per quanto quella frenesia viene qui magistralmente contenuta trovando nei testi l\u2019unica possibile via di fuga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stampa del tempo li celebrava, sebbene il successo commerciale rest\u00f2 una chimera:\u00a0<strong>Borland<\/strong>\u00a0sub\u00ec pressioni da parte dei discografici, secondo i quali la sua musica avrebbe dovuto essere maggiormente fruibile dalla massa. Tre gli album a seguire: il capolavoro\u00a0From The Lion\u2019s Mouth\u00a0(1981), il minore\u00a0All Fall Down\u00a0(1982), album che sanc\u00ec a livello creativo la crisi della band superata brillantemente con i due dischi a seguire, l\u2019Ep\u00a0Shock of Delight\u00a0(1984), seguito alla fine dello stesso anno da\u00a0Heads And Hearts.\u00a0La discografia inedita dei Sound si concluse con l\u2019ottimo\u00a0Thunder Up\u00a0(1987).<\/p>\n<div id=\"adv-intext-2\" style=\"text-align: justify;\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-ad-unit=\"FattoQ_Art_Intext\" data-google-query-id=\"COKbuoCZstoCFYU64AodpZ8MVg\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/150134580\/FATTOQDSK\/FattoQ_Art_Intext_1__container__\">Nessuno di questi lavori riusc\u00ec mai ad accontentare le aspettative dei\u00a0<strong>discografici<\/strong>; i Sound provarono a restare fedeli a se stessi evocando gli stilemi di un\u00a0<strong>pop<\/strong>\u00a0raffinato, in bilico tra atmosfere\u00a0new wave\u00a0e una visione personale affatto scontata della musica.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evitando di addentrarsi ulteriormente dentro dinamiche specifiche, \u00e8 per\u00f2 possibile consigliarne in toto\u00a0la\u00a0<strong>discografia<\/strong>: giovani e meno giovani facciano lo sforzo e mettano mano al portafogli, i dischi dei\u00a0Sound dovrebbero essere orgogliosamente esposti sugli scaffali della propria cameretta. Un impegno che certamente ripagher\u00e0 e che ancora una volta potr\u00e0 indurre a restare sereni: il futuro della\u00a0<strong>musica<\/strong>\u00a0\u00e8 salvo, finch\u00e9 sar\u00e0 possibile cercarlo tra le pieghe di un imponderabile passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adrian Borland, cantante e persona normale, rifugg\u00ec i\u00a0clich\u00e9\u00a0di un mondo, quello della musica, che sentiva appartenergli solamente in parte. Continu\u00f2 comunque a produrre dischi anche lontano dal gruppo, ognuno di questi marchiato secondo uno\u00a0<strong>stile inconfondibile<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"adv-intext-3\" style=\"text-align: justify;\" data-sizes=\"[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]\" data-ad-unit=\"FattoQ_Art_Intext\" data-google-query-id=\"CLTJuICZstoCFQo74Aodox8DAg\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/150134580\/FATTOQDSK\/FattoQ_Art_Intext_2__container__\">Negli ultimi anni di vita, opt\u00f2 per la solitudine, lontano dai riflettori e dagli eccessi scandalistici che generalmente regolano il mondo dorato delle\u00a0<strong>rockstar<\/strong>. \u00a0Si ritrov\u00f2 a seguire le strade impervie di una vita in salita, dominata dall\u2019inquietudine e dal malessere esistenziale che, nel corso del tempo, lo portarono a perdere la partita pi\u00f9 importante: quella con la propria esistenza.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sprofondato in una cupa\u00a0<strong>depressione<\/strong>, il 26 aprile 1999, a soli 41 anni,\u00a0Adrian Borland\u00a0si tolse la vita gettandosi sotto un treno in una stazione di Londra. Restano di lui il lavoro di fine musicista e un insieme di parole, di note scolpite nel tempo e nella memoria di chi ha avuto modo di amarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Discografia:<\/strong><\/p>\n<p>Jeopardy (Korova, 1980) Live Instinct (Ep, Korova, 1981)<\/p>\n<p>From the Lion\u2019s Mouth (Korova, 1981)<\/p>\n<p>All Fall Down (Wea, 1982)<\/p>\n<p>Shock of Daylight (Ep, Statik, 1984)<\/p>\n<p>Heads and Hearts (Statik, 1985)<\/p>\n<p>In the Hothouse (live, Statik, 1985)<\/p>\n<p>Thunder Up ( Pias, 1987)<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul finire degli anni Settanta prendeva forma in\u00a0Inghilterra\u00a0un suono ibrido e pulsante, generato da una miriade di gruppi facenti parte di un sottobosco musicale estremamente sfaccettato; band la cui\u00a0allure\u00a0contribu\u00ec in maniera determinante alle fortune di un periodo musicale pressoch\u00e9 aureo. \u00c8 il caso dei\u00a0The Sound,\u00a0gruppo capitanato da\u00a0Adrian Borland\u00a0e proveniente da\u00a0Londra. 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