{"id":10402,"date":"2020-04-20T16:44:11","date_gmt":"2020-04-20T14:44:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/?p=10402"},"modified":"2021-03-21T21:47:58","modified_gmt":"2021-03-21T20:47:58","slug":"la-death-education-intervista-a-maria-angela-gelati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/new\/la-death-education-intervista-a-maria-angela-gelati\/","title":{"rendered":"La Death Education, intervista a Maria Angela Gelati"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1587396184610{margin-bottom: 0px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 uscita sul sito <a href=\"http:\/\/www.ilrumoredellutto.com\/wp-admin\/_wp_link_placeholder\">www.soproxi.com<\/a>, un&#8217;intervista alla Nostra <strong>Maria Angela<\/strong> sulla <em>Death Education<\/em> (Educazione alla Morte).<\/p>\n<p>Riportiamo fedelmente l&#8217;approfondimento condotto dal <strong>Dottor Paolo Scocco<\/strong>.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][mk_divider margin_top=&#8221;35&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1587395991217{margin-bottom: 0px !important;}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dottssa Gelati,<\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: justify;\"><b>D1:\u00a0<\/b><strong>Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile parlare di morte?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R1:\u00a0\u00c8 naturale ed inevitabile essere disorientati di fronte alla morte, in quanto per la nostra natura di esseri umani ci si ritrova a essere terribilmente smarriti e sempre pi\u00f9 impreparati al riguardo. Smarrimento che \u00e8 il risultato di un\u2019epoca in cui il cercare di nascondere ed occultare tutto quanto possa riguardare il morire \u2013 la cosiddetta <strong><em>negazione della morte \u2013<\/em>\u00a0ha caratterizzato pi\u00f9 generazioni, determinando, specialmente nell\u2019ambito della vita familiare, una latente inconsapevolezza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato, il fine vita non solo coinvolgeva ogni componente della famiglia, ma anche, ed in tutte le sue implicazioni, la comunit\u00e0 di appartenenza. Dal secondo dopoguerra\u00a0 in poi, si \u00e8 assistito ad uno stravolgimento di questa modalit\u00e0, con il conseguente affidamento alle strutture sanitarie, delle correlate necessarie esigenze.<\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: justify;\"><b>D2: Cos\u2019\u00e8 la <em>Death Education<\/em>?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R2:\u00a0Per rispondere a questa domanda occorre fare una premessa. Gli adulti delle ultime generazioni sono vissuti in ambienti in cui gi\u00e0 <strong>ogni aspetto legato alla morte ed al morire \u00e8 passato interamente ai protocolli degli ospedali, privando l\u2019ambiente familiare di questa particolare esperienza<\/strong>. E come gli adulti, anche i bambini, che non hanno visto morire i nonni, i parenti o i conoscenti, non sono in grado di gestire tali eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso si dimentica che la paura gioca un ruolo fondamentale nella formazione degli atteggiamenti e dei comportamenti delle persone, in particolare dei giovani e dei bambini, e che alla pari delle altre emozioni \u00e8 un aspetto essenziale e condizionante della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il non sapere cosa fare, anche dal solo punto di vista rituale, quando qualcuno muore, ha attivato delle elaborazioni psicologiche stravaganti, non realistiche, che non tengono conto dei cambiamenti avvenuti e che continuano a verificarsi: ad esempio quella, assolutamente non veritiera, per la quale i bambini non sono in grado di comprendere che cosa significhi morire e, se avessero anche la capacit\u00e0 di comprenderne gli effetti, ne rimarrebbero traumatizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 fondamentale, per l\u2019educatore o l\u2019adulto, introdurre e gestire l\u2019argomento <em>morte<\/em> sulla base di specifiche competenze<\/strong>. Cos\u00ec con \u00a0una modalit\u00e0 educativa, organizzata su diversi livelli di apprendimento \u2013 definita come <em>Death Education<\/em> \u2013 viene reinserito il concetto di morte nella autenticit\u00e0 della vita, riattribuendo al linguaggio corrente il senso del vivere e del morire, determinando nei bambini, adolescenti e adulti la capacit\u00e0 di comprendere che cosa significa vivere e dover morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>D<\/b><strong>3:\u00a0<\/strong><strong>Quali sono gli obiettivi della <em>Death Education<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: justify;\">R3:\u00a0La <em>Death Education<\/em> \u00e8 finalizzata al raggiungimento di obiettivi generali e specifici, e pu\u00f2 essere attivata in base a livelli diversi di prevenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli obiettivi generali della <em>Death Education<\/em> si identificano con l\u2019incremento della <strong>riflessione sul valore della vita<\/strong>, mediante l\u2019elaborazione e la condivisione dei pensieri sul tema della morte; con l\u2019individuazione degli strumenti di sostegno pi\u00f9 consoni per limitare il senso di angoscia che pu\u00f2 derivare dalla censura imposta alle tematiche collegate al concetto di morte; con l\u2019incremento dei rapporti tra scuola-famiglia e territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strumenti meno generici e pi\u00f9 peculiari della <em>Death Education<\/em> aiutano la persona a sviluppare e rafforzare la resilienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Boris Cyrulnik, rappresenta la resilienza come la capacit\u00e0 che ciascuno possiede, in modo e misura variabili, di crearsi una via di fuga, superando cos\u00ec i traumi che ci affliggono. Qualcosa di simile accade agli animali, quando sopraggiunge un evento a scardinare le loro abituali certezze, ecco che, allora, alle ignare creature spetta il compito di riorganizzarsi. Definita come<em>strategia del brutto anatroccolo,<\/em> <strong>la resilienza \u00e8 la capacit\u00e0 di curare gli eventi traumatici senza negarl<\/strong>i: prima che le difficolt\u00e0 abbiano la meglio, tanto vale contare sulle proprie limitate risorse, trasformandole, inaspettatamente, in privilegi (1).<\/p>\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: justify;\">Un altro obiettivo specifico \u00e8 quello di favorire lo sviluppo emozionale e razionale tramite profondi ed autentici legami affettivi basati sul dialogo empatico. Questo implica un accompagnamento alla scoperta e al riconoscimento delle emozioni scaturite dalle esperienze interiori e, quindi, ad un appropriarsi del proprio vissuto. In questo modo, la <em>Death Education<\/em>incentiva un atteggiamento proattivo nei confronti dell\u2019esistenza, grazie al quale la vita viene rivalutata e riassaporata in una comunitaria condivisione di sentimenti.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_gallery interval=&#8221;3&#8243; images=&#8221;10407,10408,10409&#8243;][vc_single_image image=&#8221;10410&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1587396004639{margin-bottom: 0px !important;}&#8221;]<\/p>\n<div class=\"section the_content has_content\">\n<div class=\"section_wrapper\">\n<div class=\"the_content_wrapper\">\n<p class=\"Default\" style=\"text-align: justify;\"><b>D4:\u00a0<\/b><strong>In che modo la <em>Death Education<\/em> pu\u00f2 contribuire alla prevenzione del suicidio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R4:\u00a0Poich\u00e9 la capacit\u00e0 di rapportarsi alla morte \u00e8 un indice di conoscenza dell\u2019aspetto evolutivo e poich\u00e9 \u00e8 auspicabile permettere a tutti di raggiungere un concetto maturo di morte, la <em>Death Education<\/em> viene indicata come necessaria ed inevitabile risorsa per garantire una stabile salute mentale dei futuri adulti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare la <em>Death Education, <\/em>imponendo la realizzazione di un serio esame della realt\u00e0, previene comportamenti a rischio. In accordo con quanto affermano alcuni studiosi\u00a0 (2, 3) questo tipo di educazione deve svolgersi in un clima sicuro e di supporto, in grado di far sentire i partecipanti liberi e allo stesso tempo sereni di poter esprimere le proprie emozioni ed esperienze relative alla morte, in un ambiente che le accolga e le sappia gestire in modo adeguato (<em>safe spaces<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adolescenza \u00e8 il tempo in cui emergono le problematiche di carattere esistenziale, delle origini e della fine della vita, \u00a0di che cosa significa nascere e dover morire; \u00e8 l\u2019et\u00e0 in cui \u201cle capacit\u00e0 ipotetiche si dispiegano fino alla dimensione astratta \u2013 ovvero sino a raggiungere il ragionamento ontologico\u201d e la \u201cdimensione dell\u2019universalit\u00e0 investe la soggettivit\u00e0, ossia \u201cla mia morte\u201d(4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D5:\u00a0<b>La <em>Death Education<\/em> pu\u00f2 aiutare chi vive un lutto a ritrovare un nuovo equilibrio? Come? <\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R5: Soprattutto in Scandinavia e nei paesi anglosassoni, \u00e8 convinzione di alcuni ricercatori (5) che la capacit\u00e0 di rapportarsi alla perdita sia evolutiva e che sia possibile educare tutti a raggiungerla, incrementando l\u2019esperienza partecipata nel dialogo del senso del morire, in cui ciascuno possa <strong>misurarsi con la consapevolezza del limite<\/strong> e con le forti <strong>resistenze innalzate contro l\u2019opportunit\u00e0 di pensare al proprio essere mortali<\/strong>. La pratica della <em>Death Education<\/em> infatti punta a far emergere i sentimenti di angoscia verso la morte e il morire che, di norma, rimangono repressi, perch\u00e9 privi di un dialogo, all\u2019interno del quale indirizzare la ricerca di senso che trasformi la paura in riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I percorsi di <em>Death Education<\/em> possono essere molto diversi. Se non vi sono lutti recenti si procede secondo una direzione, altrimenti si dovr\u00e0 optare per una destinazione diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni bambino, ragazzo o giovane adulto reagisce alla morte ed elabora il lutto in una maniera soggettiva che rimanda \u2013 per alcuni processi ed emozioni \u2013 a tipologie riconoscibili e per altre a specificit\u00e0 legate alle caratteristiche personali di ciascuno. Tuttavia \u00e8 innegabile che alcune variabili incidono pi\u00f9 di altre nel facilitare o nel rendere pi\u00f9 doloroso e complesso il lavoro del lutto. Non si pu\u00f2 sottovalutare il ruolo svolto dall\u2019et\u00e0, dalla natura del legame con la persona defunta, dalle circostanze in cui \u00e8 avvenuto l\u2019evento luttuoso, dalla capacit\u00e0 del contesto accudente di offrire protezione. Il mondo interno ed esterno di un bambino, di un adolescente, di un giovane adulto \u00e8 molto pi\u00f9 complesso ed articolato di quanto non si creda, dovendo valutarsi e considerare con attenzione, anche nel momento del commiato, la reazione e preoccupazione dei familiari, il cambiamento delle abitudini che una lunga malattia pu\u00f2 provocare o che sopraggiunge dopo una morte improvvisa, l\u2019intensit\u00e0 dei sentimenti ambivalenti verso chi \u00e8 morto e ha tradito, con la morte, i progetti che avrebbero dovuto essere condivisi e la felicit\u00e0 promessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D6:\u00a0Esistono dei progetti<\/strong> <strong>specifici di educazione sulla morte?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R6:\u00a0Sono diversi e differenti i progetti proposti nelle scuole di ogni ordine e grado, come \u201c<i>Aldiqu\u00e0-connessi alla vita<\/i>\u201d in collaborazione con il Master Death Studies and the End of Life (Universit\u00e0 degli Studi di Padova), oppure \u201c<i>Non ho pi\u00f9 paura<\/i>\u201d gi\u00e0 realizzato nella Scuola dell\u2019Infanzia Chizzolini di Ospitaletto (Brescia), e ancora \u201c<i>I luoghi dell\u2019attraversamento<\/i>\u201d gi\u00e0 concretizzato a Bari-Bitonto, oppure \u201c<i>Il bruco e la farfalla<\/i>\u201d a cura dell\u2019Associazione Tutto \u00e8 Vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni di questi progetti sono stati premiati, come <i>Le parole per dirlo. A scuola di Death Education<b>, <\/b><\/i>realizzato dalla Scuola Media Vivaldi di Alessandria,<b><i> <\/i><\/b>in collaborazione con l\u2019Associazione Stare Bene Insieme, progetto che ha vinto, nel 2015, il <i>Premio Centro Studi Cultura e Societ\u00e0<\/i> della Regione Piemonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie Dottssa Gelati, per questo illuminante contributo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) Cyrulnik B.,\u00a0<em>I brutti anatroccoli<\/em>. <em>Le paure ci aiutano a crescere<\/em>, Frassinelli, Milano, 2002<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) Edgar L. V., Howard-Hamilton M., <em>Noncrisis death education in the elementary school<\/em>, in \u201cElementary School Guidance &amp; Counseling\u201d, 29, 1, 1994, pp. 38-46<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) Hopkins D., <em>A Teacher\u2019s Guide to Classroom Research<\/em>, Open University Press, London, 2002<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(4) Testoni I., Zamperini A., <em>Il mantello di Mefistofele. Psicologia sociale e processi di formazione<\/em>, Torino, Utet, 2003<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(5) Moss B.R., <em>Death studies at university: new approaches to teaching and learning<\/em>, in \u201cMortality\u201d, 5, 2, 2000, pp. 205-214<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section section-post-footer\">\n<div class=\"section_wrapper clearfix\">\n<div class=\"column one post-pager\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section_wrapper clearfix\">\n<div class=\"column one\">\n<div class=\"custom-categorie\"><small>Pubblicato in: <a href=\"https:\/\/www.soproxi.it\/archivio\/expert-corner\/\" rel=\"category tag\">Expert Corner<\/a><\/small><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1587396184610{margin-bottom: 0px !important;}&#8221;] \u00c8 uscita sul sito www.soproxi.com, un&#8217;intervista alla Nostra Maria Angela sulla Death Education (Educazione alla Morte). 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