scacchi-2

Il passaggio da una concezione della morte, codificata attraverso un apparato rituale, ad una razionalizzazione progressiva del processo-morte (Elias, 1982), ha comportato l’occultamento e la dissimulazione, sia emozionale che espressiva dei sentimenti, che si provano di fronte alla morte stessa.

Gli atteggiamenti, quali il non avvicinarsi a chi sta morendo o il non parlare di morte ai ragazzi e ai bambini, che Elisabeth Kubler-Ross (1976)  identifica come  “congiura del silenzio”, sono la traduzione del concetto di morte, concepita negli ambienti medici in contrapposizione al blocco delle relazioni che le scienze umane reputano conseguente all’evento luttuoso.

Se le vicende storiche del Novecento hanno portato l’Occidente ad ignorare la propria mortalità ed a nascondere l’ineluttabilità della morte, descrivendola come un evento terribile che riguarda solo gli altri, la Death Education [DE], ai cui principi si ispira la rassegna Il Rumore del Lutto, studia le diverse forme di rappresentazione della morte, alle quali viene attribuito il significato più consono per sviluppare l’autoconsapevolezza del concetto stesso di morte, attraverso la condivisione e la riflessione, in una dimensione solidale.