Il nuovo libro di poesie di Adriano Engelbrecht e Ilaria Drago nasce da un fitto epistolario poetico, iniziato nell’estate di quattro anni fa, e proseguito fino al compimento del volume. Si tratta di un libro particolare, diviso in due, da leggersi in due parti distinte, capovolte: due percorsi in versi che si rispecchiano, che si “cantano a distanza”, e che, in progressiva ascesa verso il centro, si accompagnano in un percorso fatto di incroci, salti.

L’apice è il centro, la vetta, il temporaneo traguardo, l’ubicazione ignota: il luogo in cui la poesia sa di esserci, costringendoci a cercarla, forse, addirittura, a trovarla. Ad ascoltarne il canto, le parole, i versi.

Prima che si dissolva nel suo stesso mistero, appena sentita.

 

La voce di Adriano Engelbrecht è stata accompagnata dal live elettronics di Patrizia Mattioli.

 

Le immagini in evidenza sono di Mary Corradi.

 

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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