Con questo evento, presso un_type co-creative Gallery, la poetica di Engelbrecht è approdata a una significativa tappa nel percorso di ricerca dell’artista.

Erano esposte, infatti, una serie di piccole carte, apparentemente uguali, ma in realtà ognuna diversa dall’altra, il cui monocromo nero rivela una tessitura ordita di piccoli segni giustapposti l’uno all’altro, in una sequenza che copre l’intero foglio. Sono poesie il cui segno non si riconosce nella scrittura alfabetica – e quindi nella consueta modalità di lettura -, ma si traduce nel tratto che indica l’esatta durata del verso nel momento della sua lettura, del suo farsi canto, voce, suono. Restituito il verso, dunque, alla traduzione segnica di un evento sonoro scomparso, rimane l’evidente traccia di un passaggio, di quella poesia che è perenne cammino, respiro, movimento, il cui luogo diventa presto ubicazione ignota, mistero, sede non collocabile e non rintracciabile.

I versi di Ubicazione Ignota, l’ultimo libro di poesie scritto con Ilaria Drago per Fedelo’s Editrice, sono stati resi visibili nella loro veste grafica, in un_type, mentre per riascoltarli si è attesa l’azione performativa presso il Tempio crematorio di Valera, in data 1 novembre.

Testo critico in galleria di Marco Mirabile.

La mostra è rimasta aperta fino al 2 novembre; orari: domenica 30 ottobre, chiuso; lunedì 31:  9.30-12.30 e 14.30-18.30; martedì 1 novembre, chiuso; mercoledì 2: 9.30-12.30 e 14.30-18.30

 

 

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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