Questo è un lavoro sulla soglia. Il momento in cui non sei ancora passato dall’altra parte, ma non sai più esattamente dove ti trovavi prima. Una condizione ineluttabile, ma privilegiata. Perché ai gatti piace tanto stare nel passaggio tra due stanze? Ci dev’essere un motivo ben preciso. Da lì osservo chi è già entrato in una stanza, il suo ruolo ben definito e le sue azioni precise. E se anche avessi il coraggio, un giorno, di passare oltre non credo riuscirei a fare granché.

C’è una adolescenza nelle aspettative del passaggio. C’è un periodo tutto nuovo che aspetta di essere vissuto con le nuove regole del gioco. I frammenti del “prima” non si sa più come usarli o ci sembrano vecchi reperti del passato. A che gioco giochiamo? Possibile che l’avere imparato tanto si riveli perfettamente inutile? “Sono viva – mi sembra”.  Hanno aiutato in questa suggestione, di e con Milena Costanzo, i versi di Emily Dickinson, poetessa regina del trapasso, Alessio Cerfeda ed Elia Baioni, alle prese con il suo basso elettrico.

Le immagini in evidenza sono di Mary Corradi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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