Moriva proprio oggi Hillel Slovak, chitarrista e musicista israeliano, divenuto famoso per essere stato uno dei fondatori dei Red Hot Chili Peppers. A trent’anni dalla morte, il musicista continua a evocare suggestioni nei fan: sono numerosi gli attestati di stima comparsi sui social in queste ore. Non è mancato nemmeno il ricordo della band, la quale sin dai primi momenti, ha manifestato il proprio attaccamento, celebrandone la figura con attestati di amore e stima incondizionata.

Diversi i concerti in suo onore, come quello tenutosi proprio l’anno scorso a Los Angeles (nel giorno del ventinovesimo anno dalla sua scomparsa) nel quale la formazione è tornata a condividere il palco con Jack Irons, il batterista della formazione originale, insieme a Flea, Kiedis e appunto Hillel Slovak.

È possibile quantificare il peso dell’eredità artistica da lui lasciata ai Peppers e più in generale alla musica? Hillel era un chitarrista fuori dalle rotte convenzionali; senza generalizzare più di tanto ma parliamo di un’epoca in cui la maggior parte dei chitarristi rock si dilettava in assoli in cui la tecnica avevaun ruolo ben preciso. Lo stile che lo definiva, riconduceva, invece a linee di funk distanti da quel rigore e più in generale da ciò che invece sembrava influenzare la maggior parte dei chitarristi in circolazione.

Il contributo di Slovak è stato fondamentale per la creazione del sound originale dei Peppers.

Si faccia riferimento al fatto che quando il chitarrista decise di lasciare la band, Flea paragonò la perdita a un’esperienza simile al cercare una nuova madreHillel era il cuore e l’anima della band. Sempre Flea ha raccontato più volte come lo avesse introdotto “a un nuovo genere musicale”. Ebbe molta influenza anche su John Frusciante, ovvero colui che prese il suo posto: «Grazie a lui ho imparato ad amare la musica – ha dichiarato più volte – il suo stile mi ha ispirato». Canzoni come Knock Me Down(Mother’s Milk), My Lovely Man (Blood Sugar Sex Magik) e Feasting On The Flowers sono state a lui dedicate.

Hillel Slovak è morto il 25 giugno del 1988 per un overdose di eroina.

About the Author
Marco Pipitone, fotografo presso il laboratorio fotografico del Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Lavora come Dee Jay nei circuiti alternativi italiani: dal Fuori Orario di Reggio Emilia all’Estragon di Bologna. Da diversi anni è giornalista pubblicista e si occupa nello specifico del mondo musicale. Attualmente collabora con Gazzetta di Parma e Il Fatto Quotidiano per il quale cura un blog da lui ideato: “9 canzoni 9 … di Marco Pipitone”.

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