Una serata magica e speciale. Con le lancette dell’orologio spostate all’indietro. Dapprima una cena in stile vittoriano, per riportare al rituale sociale che si svolgeva al tempo della Regina Vittoria. Poiché il pasto serale in epoca vittoriana era il pasto più importante e abbondante di tutta la giornata, veniva preparato con cura, a partire dal numero degli ospiti e delle pietanze scelte. La tavola, predisposta con un panno di feltro per proteggere il legno del tavolo dagli sbalzi termici prodotti dal contatto con la zuppiera o con il vino fresco, veniva ricoperta con una tovaglia damascata, ricamata o rifinita con merletti, pizzi, pennacchi, con l’aggiunta di tovaglioli ripiegati con cura e un centrotavola. La moda delle sedute spiritiche trovò terreno fertile nel mondo vittoriano in cui la morte e i morti furono una presenza costante e catalizzante della società mentre lo spiritismo divenne uno degli argomenti preferiti nei salotti, accomunando per una volta, sia gli uomini sia le donne.

In seguito, al calar delle tenebre, il gran ballo delle anime: il gala Reminiscences che si è svolto presso il Circolo di Lettura e Conversazione di Parma (Palazzo di Riserva). L’evento vero e proprio, curato da Alessandra Casiraghi, fotografa, organizzatrice di eventi e fondatrice del gruppo “Victorian & Romantic Italian Revival”, ha avuto luogo proprio tra la magnificenza di quelle sale. Le luci soffuse, l’arredo, i semplici particolari sono stati motivo indiscutibile di una serata di tale riflesso: l’atmosfera, capace di trasportare i presenti in un tempo infinito, ha favorito l’incontro tra esistenze parallele in cui spiriti provenienti da epoche lontane si sono riconosciuti e dunque ritrovati. Apparizioni brillanti e scenografie sorprendenti grazie al concerto dei Silentia Lunae, ispirato alla gamma dei sentimenti umani, espressi nella musica inglese dal Cinquecento all’Ottocento, in cui ironia, malinconia e felicità si sono alternate nelle musiche di Henry Purcell, John Dowland, Francesco Geminiani, Nicola Matteis, Thomas Baltzaar, Tobias Hume… con l’incantevole voce di Maria Caruso, alle note del clavicembalo di Fernando De Luca e alla tiorba di Richard Joseph Benecchi.

Gli interventi di danza coreografati da Clara Armani di Spazio Danza hanno riecheggiato magicamente ben oltre il rintocco: tra note supreme e splendide scenografie, per tutte le anime “vittoriane” desiderose di prendere corpo almeno per una serata, è poi giunto il tempo del ballo… fino al  nuovo giorno.

* Foto di Camilla Sarzi Photoart

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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