Il mio amore agli involucri

che ora ti avvolgono

– per rinfrescarne l’arsura per riscaldarne il gelo –

in sacrificio s’intessi!

Vivi portato dall’amore,

ricevendo in dono luce, verso l’alto.

 

 

Rudolf Steiner

(27 febbraio 1861 – 30 marzo 1925)

 

 

Riporto le parole di Rudolf Steiner che accompagnano questa preghiera e ne spiegano il senso:

“Quando si parla di arsura e gelo nella preghiera rivolta ai morti non bisogna intendere il loro significato in senso fisico, ma nel senso di arsura e gelo del sentimento.
Certamente per chi si trova ancora nell’involucro fisico non è facile immaginare che cosa significhino tali qualità per un uomo disincarnato. Egli deve accorgersi che il suo astrale è ancora attivo in lui, senza però che si possa servire degli strumenti fisici. Molto di ciò cui tende l’uomo qui sulla terra gli è dato attraverso mezzi fisici. Dopo la morte questi non ci sono più. Essere privi degli organi di senso assomiglia – assomiglia soltanto! – alla sensazione della sete ardente. Queste sono le forti sensazioni di arsura quando l’uomo è disincarnato. E lo stesso succede nei confronti di ciò che la volontà vorrebbe realizzare. Essa per la sua attività è abituata a servirsi di organi fisici di cui ora non dispone più. E questa privazione è simile a una sensazione di freddo animico.
I viventi sulla terra con la preghiera possono intervenire in aiuto proprio di queste sensazioni”.

Il dipinto in evidenza è dello stesso Rudolf Steiner

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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