“Post Fata Resurgo”, perché esiste “qualcosa” oltre la materia tangibile; esiste un livello spirituale che ci perpetua nell’eterno scorrere dei cicli vitali: l’alternarsi del giorno e della notte, il ripetersi delle stagioni, le fasi lunari, la vita e la morte, ma anche il riverberarsi di un suono, di una canzone, che nasce e si espande per poi imprimersi nell’anima delle persone. È su questo tema che Marlat, dopo la sua stessa catarsi e la successiva rinascita, ha basato lo spettacolo portato in scena in scena per “Il Rumore del Lutto”; concerto che ha attinto sia dal repertorio storico della band, sia dai brani inediti che ha fatto ascoltare in anteprima e che entreranno a far parte del prossimo disco del gruppo, in uscita nel 2017.

A seguire il Dj set, sempre in collaborazione con WoPa Temporary, ha scandito la  lunga notte di Halloween: rock, anni 80, pop, new wave, dark, post punk e tutto ciò che gravita attorno al caleidoscopico mondo della musica.

Le immagini in evidenza sono di Mary Corradi.

 

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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