«Era una buia notte d’estate, percorsa da frequenti lampi che silenziosamente scaricavano a Occidente un cumulo di basse nuvole, portatrici di tempesta. Questi brevi e violenti lampi di luce ponevano in rilievo con agghiacciante chiarezza i monumenti e le pietre tombali del piccolo cimitero, prestando loro una vita e un movimento quasi di danza…». Un lungo corridoio, un percorso tra loculi e tombe. Il suono di un theremin a creare la giusta atmosfera. Due voci narranti, quella di Silvia Ceriani e Serena Fumero (del progetto Salone del lutto) tra pizzi neri e lumini, hanno portato i presenti aldilà, attraverso i secoli, ad esplorare tra racconti e dipinti, un mondo altro, fatto di ambientazioni cimiteriali, morti vere o apparenti, spiriti inquieti, anime che si dibattono tra l’essere ancora e il non esserci più.

L’evento, in collaborazione con Ade SpA, si è svolto presso la Galleria Sud del Cimitero monumentale di Parma.

Le fotografie sono di Camilla Sarzi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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