Non come è morto, ma come viveva

Non se era ricco – ma quanto lui dava:

così di una vita il valore va dato

non certo per quanto contava il casato.

Che importa la chiesa o in cosa credeva -

chi aveva bisogno accanto lo aveva.

Sempre era pronto a trovare parole

per far tornare il sorriso e lenire il dolore.

Non quanto e cosa su lui fu detto -

ma se lo si piange con vero affetto.

 

Anonimo

 

L’immagine in evidenza è di Lieke Van Mil

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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