Vedo un posto vuoto a tavola.

Di chi è? Di chi altro? Chi voglio prendere in giro?

La barca attende. Non c’è bisogno di remi

né di vento. La chiave l’ho lasciata

nel solito posto. Tu sai dove.

Ricordati di me e di tutto quello che abbiamo fatto insieme.

Ora stringimi forte. Così. Dammi un bel bacio

sulle labbra. Ecco. Ora

lasciami andare, carissima. Lasciami andare.

Non c’incontreremo più in questa vita,

perciò ora dammi un bacio d’addio. Su, ancora uno.

E un altro. Ecco. Adesso basta.

Adesso, carissima, lasciami andare.

È ora di avviarsi.

 

Raymond Carver

(25 maggio 1938 – 2 agosto 1988)

 

L’immagine in evidenza è di Olag Oprisco

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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