23031456_1692120454194842_4370008277193943506_nNascita, morte, resurrezione, la vita che anima ciò che era inanimato.

Dead Can Dance, il morto che può danzare, la vita che si impossessa dell’essere inerme, in cui il dualismo, i due impulsi opposti si susseguono, si intersecano, si intrecciano, come le anime dei Dead Can Dance: Brendan Perry e Lisa Gerrard, differenti ma così magnificamente complementari.

Difficile spiegare a parole la musica della celebre band anglo-australiana, impossibile etichettarla. Si può tuttavia ripercorrerne la storia, cercando di comprendere da essa come nascano composizioni fuori dal tempo e dallo spazio; ricercarle tra parole, simboli, immagini e note. È la miglior comprensione, insieme all’ascolto, che provoca sensazioni empaticamente estatiche, volta a toccare l’animo in profondità. Come un’indissolubile eterea voce terrena ed ultraterrena, che accarezza, avvolge e sferza l’anima eternamente.

Christian Amadeo, autore del libro Musica Eterna. La storia dei Dead Can Dance, ha raccontato a parole una musica che può essere vissuta e compresa solo attraverso il trasporto profondo fluito mediante la selezione musicale condotta dal “Nostro” Marco Pipitone, in un’esperienza sensoriale unica e assoluta.

About the Author
Marco Pipitone, fotografo presso il laboratorio fotografico del Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Lavora come Dee Jay nei circuiti alternativi italiani: dal Fuori Orario di Reggio Emilia all’Estragon di Bologna. Da diversi anni è giornalista pubblicista e si occupa nello specifico del mondo musicale. Attualmente collabora con Gazzetta di Parma e Il Fatto Quotidiano per il quale cura un blog da lui ideato: “9 canzoni 9 … di Marco Pipitone”.

Leave a Reply

*

captcha *