Mi sedetti lassù sulla Luna e guardai verso la Terra.

Vidi i Geti combatter fra loro e gli Sciti girovagar sui carri,

e ripiegando l’occhio vidi gli Egizi che lavoravano i campi,

i Fenici che commerciavano, i Cilici che corseggiavano,

gli Spartani che si frustavano, gli Ateniesi che giudicavano.  

Era come se uno, condotti molti cantori, comandasse a ciascuno

di cantare il suo mottetto e tutti gareggiassero per superare

la voce del vicino. 

Di questa confusione si compone la vita degli uomini,

i quali oltre che nella voce sono diversi

negli abiti e nelle opinioni, fino a che il maestro di canto

non li vuole più e li caccia via.  Allora tutti tacciono e lasciano

quel confuso concerto e divengono simili tra loro.  Mi apparve

ridicolo tutto ciò che si faceva in questo variato teatro.

 

Luciano di Samosata

(125 d.C .-  180 d.C.)

 

L’immagine in evidenza è di Anka Zhuravleva

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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