Relegare la musica dei Radiodervish nell’ambito della world music non rende pienamente merito al duo italo-palestinese formato da Michele Lobaccaro e Nabil Salameh, coadiuvati alle tastiere/fisarmonica da Alessandro Pipino.

La contaminazione stilistica alimenta inequivocabilmente le traiettorie musicali riconducibili alla loro poetica. A spiccare sono le reminiscenze della miglior scuola cantautorale internazionale, così come le suggestioni mediorientali a corredo di delicati intarsi ritmici e strumentali. Numerose le collaborazioni in grado di impreziosirne il tratto; su tutti Franco Battiato, Noa e Stewart Copeland dei Police.

Proprio in occasione della decima edizione de Il Rumore del Lutto, la band ha regalato ai fans un concerto esclusivo, frutto dell’intero percorso musicale esplorato in oltre vent’anni di carriera.

Le immagini in evidenza sono di Mary Corradi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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