Non devi essere buono. 

Non devi trascinarti ginocchioni, 

pentito, per cento miglia attraverso il deserto. 

Devi soltanto pennettere a quel mite animale, al tuo corpo, di amare ciò che ama.

Parlami della tua disperazione, io ti racconterò la mia. 

Intanto, il mondo va avanti. 

Intanto, il sole e gli splendenti sassolini della pioggia attraversano i paesaggi, 

passano sopra le praterie e gli alberi dalle profonde radici, sopra le montagne e i fiumi. 

Intanto, le oche selvatiche, alte nel limpido azzurro, fanno nuovamente ritorno a casa. 

Chiunque tu sia, per quanto tu possa essere solo, il mondo si offre alla tua immaginazione, 

ti manda il suo richiamo come le oche selvatiche, aspro ed eccitante:

annuncia incessantemente la tua appartenenza 

alla famiglia delle cose. 

Mary Oliver

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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