Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così:

“Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”.

Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina

allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita,

vorrei fare quello che sto per fare oggi?”.

E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila,

capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento

che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita.

Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio,

tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire –

semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte,

lasciando solo quello che c’è di realmente importante.

Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore

che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa

che avete qualcosa da perdere.

Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

[…]

Essendoci passato attraverso posso parlarvi

adesso con un po’ più di cognizione di causa

di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi: nessuno vuole morire.

Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci.

E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune.

Nessuno gli è mai sfuggito.

Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita.

È l’agente di cambiamento della vita.

Spazza via il vecchio per far posto al nuovo.

Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via.

Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro.

Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone.

Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore.

E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione.

In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

 

Steve Jobs

(24 febbraio 1955 – 5 ottobre 2011)

 

L’immagine in evidenza è di Oleg Oprisco

 

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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