La morte, è la notte fresca,

la vita, è il giorno afoso.

Si fa buio, il sonno mi prende,

il giorno mi ha dato stanchezza.

 

Un albero s’erge sopra il mio letto,

e il giovane usignolo vi canta;

canta solo per amore,

persino in sogno lo sento.

 

 

Christian Johann Heinrich Heine

(13 dicembre 1797- 17 febbraio 1856)

 

L’immagine in evidenza è di Olag Oprisco

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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