Rosanna SalvatoFin da piccolissima, Rosanna Salvato amava creare cose nuove, diverse, riutilizzando giocattoli, oggetti diversi. C’è chi la definisce un “vulcano” di idee e forse lo è davvero. Architetto come la collega Angela De Rosa, Rosanna “ricrea”- attraverso il riciclo e il riuso di materiali di scarto – oggetti di design e decorazioni ecosostenibili. Attraverso la creatività e la manualità, riutilizza e restituisce nuova vita ad oggetti che  sarebbero stati buttati via.

1 • Sembra di capire che “creare” sia la passione che più ti caratterizza. Come è nato il Laboratorio “Ricreando”?

Si esatto! Creare è la passione che mi caratterizza da sempre. Mi permette di viaggiare con la mente, scoprire materie, colori, forme sempre nuove. Il laboratorio Ricreando nasce un po’ per gioco insieme con la mia amica d’infanzia nonchè collega Angela De Rosa. Ricordo che eravamo in spiaggia, al mare e si parlava di come ci sarebbe piaciuto creare oggetti con le mani, realizzarli da materiali di scarto che in realtà avrebbero potuto trovare nuova vita. Detto fatto! A settembre, appena tornate dalle vacanze ci troviamo uno spazio tutto nostro e iniziamo a raccogliere svariati materiali.

 2 • Una “visione” che nasce anche dal forte problema dei rifiuti?

Sicuramente. L’idea prende vita dall’unione di creatività e capacità manuali sposando un problema che interessa tutti: l’eccessiva produzione di rifiuti. Un dramma questo che noi, che abitiamo nella provincia nord di Napoli, affrontiamo da vicino. “Ricreando” nasce dall’idea di dare nuova vita ad oggetti che molti butterebbero in discarica. Unendo creatività e conoscenza nel laboratorio di riuso e riciclo  diamo vita ad oggetti di design da materiali classificati come “rifiuto” o “rifiuto speciale” e pertanto soggetti a processi di smaltimento che costano molto.

 3 • Un vero peccato perché spesso si tratta di materiali naturali ancora riutilizzabili.

Si intende attuare così un  vero e proprio processo di upcycling. Un esempio è sicuramente il riutilizzo del residuo di pelle dei calzaturifici del territorio in cui viviamo, un rifiuto speciale/ risorsa che reinterpretiamo in ottica “glocal” (dare una prospettiva di riuso globale a uno scarto locale). L’obiettivo è di prolungare la vita di oggetti troppo spesso gettati ancora “buoni” ma passati di moda e, allo stesso tempo, di promuovere forme di consumo più consapevole e sostenibile.

 4 • Oltre a ciò curi l’immagine grafica dell’impresa funebre Salvato.

Ho provato a rinnovarla un po’. Di solito le impostazioni grafiche delle aziende funebri sembrano sempre tristi, sono pedanti, piene di decori, quasi a sottolineare la gravità del momento. Non le ho mai apprezzate. In un momento già triste perché circondare le persone di stemmi, ghirigori e colori grevi? Ecco perché per l’azienda di mio padre ho scelto di cambiare logo e impostazione grafica. Basta con le immagini in bianco e nero, di Santi rappresentati straziati dal dolore. Ho scelto colori tenui, rilassanti, immagini di fiori stilizzati, delicati, raffigurazioni di immagini sacre le cui espressioni sono serene, distese, quasi a voler trasmettere un senso di tranquillità. Linee semplici, moderne, dai colori eleganti, sobri ma vivi.

 5 • Come è nata l’idea della campagna pubblicitaria per l’azienda Salvato?

È nata un po’ per gioco. Papà mi chiese di disegnare dei manifesti pubblicitari in cui elencavo i servizi della sua azienda. Mentre iniziai il lavoro continuavo a domandarmi: ma perché fare un manifesto pubblicitario di questo tipo? A cosa serve? Insomma, quali sono i servizi di un’azienda funeraria lo sanno tutti. Tanto più che l’azienda di mio padre è abbastanza nota a Frattamaggiore. Ecco allora l’idea di proporre qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso che pubblicizzasse l’azienda con innovazione e delicata ironia. Durante una conversazione a tavola, in famiglia, si parlava del problema dei roghi tossici che avvilisce le province della zona di Frattamaggiore e mi venne in mente che la campagna pubblicitaria poteva essere impostata come una sorta di pubblicità progresso. Un bidone di veleni in fiamme, il fumo nero dei rifiuti tossici e accanto una frase: “Non fateci fare gli straordinari”.  Un paradosso agli occhi di alcuni, un’ironia delicata che vuole far comprendere che il problema esistente deve essere affrontato e risolto.

 6 • Una intuizione che evidenzia peraltro una importante campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione della mortalità giovanile…

Mio padre mi ha spiegato di aver notato che, negli ultimi dieci anni, la mortalità infantile nelle zone limitrofe all’agenzia è  insolitamente aumentata. È cosi che allora sembra utile unire le due cose: pubblicità e denuncia. 

 7 • Avete contribuito a promuovere eventi sul territorio. Ce ne vuoi parlare? 

Dopo la pubblicazione dei manifesti contro i roghi tossici, le associazioni ambientaliste ci hanno chiesto collaborazione e sostegno ad iniziative intraprese sul territorio. Abbiamo pensato che era il caso di continuare e nei successivi manifesti abbiamo sostenuto e pubblicizzato gite ecologiche e manifestazioni cittadine.

 8 • Sono rimasta piacevolmente colpita dalla campagna pubblicitaria “Fallo anche tu”. Di cosa si tratta esattamente?

Di una vera e propria campagna di sensibilizzazione. L’idea è quella di spingere le persone a raccontare le “Azioni Virtuose”… i piccoli gesti quotidiani che migliorano la nostra vita e quella di chi ci circonda….e perchè no, l’allungano! Ecco allora per la nostra città e su una pagina Facebook le foto delle persone comuni che raccontano le loro buone pratiche e le suggeriscono alla comunità. FALLO ANCHE TU! Raccontiamoci “ciò che facciamo” e prendiamo esempio dagli altri…proviamo insieme ad allungarci la vita!

 9 • Un successo! Tanto da influenzare il Comune di Napoli. 

Un successo apprezzato da molti. Ho riscontrato una buona partecipazione, le persone mi hanno contattato per partecipare e per raccontare le loro azioni virtuose. L’idea è piaciuta e ha coinvolto i miei concittadini. Penso che l’idea sia piaciuta anche all’amministrazione comunale di Napoli perché un paio di mesi fa ha lanciato una campagna di sensibilizzazione molto simile alla mia, oserei dire anche uguale. Foto di persone semplici, ragazzi comuni accompagnati da una frase che descrive un comportamento virtuoso per la città di Napoli. Una bella soddisfazione apprendere che le mie idee piacciano tanto da essere emulate.

 10 • Quali sono i progetti per il tuo futuro creativo?

Mi auguro di continuare a crescere creativamente. Che i miei lavori vengano apprezzati da un pubblico sempre più vasto, che aumentino le richieste e che ”Ricreando” possa diventare un’entità riconosciuta, un marchio noto. 

 11 • Che cosa pensi della manifestazione Il Rumore del Lutto?

Un’ottima iniziativa. Raccogliere le testimonianze di chi lavora sul campo, di chi vive il dolore della perdita di un caro e imparare a gestirlo in maniera consapevole credo sia una cosa molto utile e molto interessante. 

 

 

 

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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