transiIl “transi” è un elemento molto comune nell’iconografia tardo medievale e rinascimentale. A metà fra vita e morte, questo cadavere in decomposizione simboleggia la transizione da essere vivente a scheletro, ed è frequentemente inteso come un memento mori. Nelle danze macabre, diffuse nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale, è proprio il transi che conduce i mortali all’oltretomba, invitandoli ad unirsi alle schiere dei defunti. In questo articolo, vorrei presentare una manifestazione del transi in particolare, ovvero quella che si trova sulle tombe monumentali.

Coloro che potevano permettersi tombe monumentali o effigi chiedevano di frequente di essere rappresentati sotto forma di “transi”. Spesso queste tombe erano strutturate su due piani: al piano superiore si vedeva il defunto nell’atto di pregare, mentre a quello inferiore lo stesso personaggio era ritratto alcuni giorni dopo la morte, emaciato ed in stato di putrefazione. Forse la tomba più stupefacente nel genere, caratterizzata da un realismo impressionante, è quella di Luigi XII ed Anna di Bretagna nella cattedrale di Saint Denis a Parigi, risalente al sedicesimo secolo. La coppia giace sotto un imponente baldacchino, le bocche semiaperte e le costole ben visibili sotto la pelle. Sul ventre si possono vedere le cuciture risultanti dall’imbalsamazione. In altri casi, come quello di Francois de la Sarra (1363),  in Svizzera, lo stato di abiezione del corpo del defunto viene accentuato dall’aggiunta di rospi e serpenti colti nell’atto di divorare le spoglie. Questo tipo di composizione si ritrova anche in statue chiamate “Frau Welt” o “Prinz Welt”, comuni in Germania. Se viste da davanti, queste sculture rappresentano dei giovani ben nutriti e sorridenti. Spostandosi e guardando la parte posteriore, i giovani si rivelano essere anch’essi in stato di decomposizione, assaliti da serpenti e rospi.

Il transi è dunque un memento mori che conta sull’identificazione fra lo spettatore ed il cadavere, un monito in pietra che ricorda al passante la propria mortalità. La gloria, la fama, la gioventù o il potere degli individui sepolti sotto tali tombe vengono esposti come vanità terrene, fortune temporarie destinate ad aver fine con la morte. Solo l’anima, l’essenza imperitura dell’essere umano,  esisterà in eterno, ed il passante è dunque invitato a pentirsi per assicurare la propria salvezza.

 Per saperne di più sull’ argomento, consiglio vivamente “Metamorphosis of a Death Symbol: the Transi Tomb in the Late Middle Ages and Renaissance”.

Per coloro che non hanno familiarità con l’Inglese, il libro contiene bellissime fotografie che documentano diversi tipi di transi in Europa. Malgrado il libro non sia più in commercio, una versione online è disponibile gratuitamente al sito: http://www.ebookdb.org/reading/167BG92211613C1226G01E69/Metamorphosis-Of-A-Death-Symbol–The-Transi-Tomb-In-The-Late-Middle-Ages-And-The .

About the Author
Laura Tradii è antropologa e scrittrice laureata all’University of Aberdeen (Regno Unito). Per perseguire il suo ambito di ricerca, orientato agli studi sulla morte in contesto storico e scientifico, sta al momento svolgendo un Master in Storia della Scienza, Tecnologia e Medicina presso l’University of Oxford.

Leave a Reply

*

captcha *