In diverse epoche e contesti, la morte di un esponente politico o quella di un membro di una comunità è stata causa scatenante di conflitti sociali e riaffermazione di visioni ideologiche. Il loro funerale si è trasformato in rito identitario e la memoria del defunto in icona da indicare quale esempio da seguire collettivamente. Partendo da queste indicazioni, la visita guidata – a cura di William Gambetta e del Centro Studi Movimenti – ha ripercorso alcuni luoghi significativi per la memoria della città di Parma, legati alla morte di alcuni uomini del movimento operaio parmense, da Guido Picelli (l’animatore delle Barricate dell’agosto 1922 caduto in Spagna nella guerra contro i franchisti) al giovane Mario Lupo (attivista di Lotta continua accoltellato da un gruppo di estrema destra nel 1972), da Pietro Cassinelli (“vigilato speciale” ucciso dalle forze dell’ordine nel 1896) a Enrico Griffith (dirigente comunista morto al confino politico nel 1930).

Le immagini in evidenza sono di Mary Corradi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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