deathsalonfinalIn questo mio primo articolo vi parlerò di un’interessane rassegna, il Death Salon, i cui principi e scopi hanno molto in comune con quelli de Il Rumore del Lutto. Prima di tutto, è opportuno offrire qualche dettaglio in più sul progetto italiano, il primo nel suo genere in Italia ed in Europa. Nato nel 2007, Il Rumore del Lutto si propone come una rassegna interdisciplinare per aprire il dialogo sul tema della morte e della mortalità. Caratterizzato da uno scopo sia educativo che di riflessione, il progetto offre ai partecipanti la possibilità di “aiutare ed aiutarsi ad affrontare e comprendere il concetto più arduo, controverso e sfuggente che è sempre esistito e sempre esisterà: la morte”. E’ proprio nelle modalità di questo confronto che sta l’innovatività de Il Rumore del Lutto, poiché la manifestazione offre una varietà di eventi culturali nei quali la tematica della morte viene trattata tramite diversi approcci (arte, spettacolo, medicina, musica, ed altro ancora).

 Il Death Salon, che dal 2013 si svolge con cadenza annuale fra USA e Regno Unito, ha molti punti in comune con Il Rumore del Lutto. Creato con lo scopo di “incoraggiare conversazioni sulla mortalità, sul lutto e sul loro effetto sulla nostra cultura e storia”, il Death Salon è, come Il Rumore del Lutto, un evento interdisciplinare. Fra i partecipanti si contano infatti storici, antropologhi, scrittori, musicisti, esperti nel settore funerario e altri professionisti fra i quali la rassegna vuole favorire il dialogo. Nonostante l’evento abbia l’aspetto e le dinamiche di una conferenza accademica, il Death Salon è aperto al pubblico. Stando al materiale disponibile online, i temi trattati dagli speakers sono vari e disparati: dai racconti di esplorazioni geografiche finite in tragedia alla vita dopo la morte fra paganesimo e cristianità, dal ruolo delle donne nell’industria funeraria alla donazione degli organi. Trovo particolarmente interessante il fatto che il Death Salon, come specificato dal sito, si proponga di essere non solo una manifestazione in cui tali temi vengono trattati, ma una “comunità online (…) per favorire la discussione su questo soggetto, spesso ignorato, riflettendo in particolare sulle idee e gli ampi impatti culturali della morte più che sulle nostre interazioni personali con la mortalità”.

 L’idea del Death Salon è nata dal tentativo di riunire i membri dell’Ordine della Buona Morte (Order of the Good Death) nel medesimo luogo, dando poi origine ad un evento aperto al pubblico.  L’Order of the Good Death, la cui fondatrice, Caitlin Doughty, è anche la co-fondatrice di Death-Salon, è animato dagli stessi ideali del Death Salon. L’Ordine è un’associazione che gode di immensa popolarità a livello internazionale, le cui personalità di spicco fanno frequenti apparizioni nelle grandi testate americane ed inglesi. Insieme, queste organizzazioni si fanno portavoce di un interesse crescente nel riaprire il dialogo sulla mortalità, demolendo la barriera di omertà ed imbarazzo che spesso ostacola le conversazioni su tale argomento.

L’idea del Death Salon, così come quella dell’Order of the Good Death, si basa su una tendenza che si è fatta strada dagli anni ’60 nelle scienze umanistiche. Secondo i sostenitori di questa narrativa, dal secondo dopoguerra in poi la morte è stata progressivamente relegata ai margini della società Occidentale, nascosta fra le pareti delle cliniche, fino a diventare un vero e proprio taboo. A ciò viene contrapposta la mentalità diffusa in altri tempi, in cui la riflessione sulla propria mortalità era incoraggiata non solo dal pensiero filosofico e religioso, ma anche dal contatto diretto con i defunti –legato sia al contesto culturale che all’alto tasso di mortalità-. Il Death Salon si propone perciò di superare questo taboo, offrendo al pubblico la possibilità di esplorare tali argomenti.  

Sia il Death Salon che l’Order of the Good Death sono estremamente attivi sulle piattaforme social. Per informazioni potete consultare i siti web:

Death Salon: http://deathsalon.org/about-us/

Order of the Good Death: http://www.orderofthegooddeath.com/about

About the Author
Laura Tradii è un’antropologa interessata agli studi della morte e dei rituali funebri. Dopo un Master in Storia della Scienza, Tecnologia e Medicina presso l’University of Oxford, sta proseguendo i suoi studi sull’antropologia della commemorazione militare con un dottorato di ricerca all’University of Cambridge.

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