Death-cafe-nuovo1Il Death Café è uno spazio accogliente, riservato, nel quale le persone, spesso sconosciute tra loro, si trovano per una tazza di the o caffè, una fetta di torta e parlare della morte, condividendo sentimenti, emozioni, esperienze.  L’incontro è aperto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, dall’etnia ecc… e non pretende di dare ai partecipanti risposte sulla vita, la morte o l’aldilà.

I Death Café hanno lo scopo di aumentare la consapevolezza della morte con l’obiettivo di aiutare le persone a vivere più pienamente la propria esistenza.  L’ideatore dei Death Café è il londinese Jon Underwood, che ne ha intrapreso l’esperienza nel 2011, ispirato dall’analoga esperienza del sociologo ed etnologo svizzero Bernard Crettaz. Da allora circa 1.100 Death Cafe sono stati proposti in ventidue diversi paesi del mondo e il primo in Italia è stato organizzato a Verona, a febbraio 2013, da Elisabetta Lucchi, laureata in Scienze della Comunicazione e con un Master in “Death Studies & The End of Life” presso l’Università degli Studi di Padova.

L’ottava edizione della Rassegna è stata anche l’occasione per ospitare il primo Death Cafe.

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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