Esiste qualcosa di più consolatorio del cibo?

Lo abbiamo saputo nel giorno di Ognissanti, lasciandoci confortare da una serata ad alto impatto emotivo. La psicologa Ilaria De Amicis ha introdotto i presenti alla scoperta dei significati delle pietanze consolatorie e della relazione con i diversi e particolari periodi che si attraversano nella vita. Abbiamo anche appreso come il supporto del gruppo aiuta ad affrontare e superare i momenti difficili. Una sorta di “operazione della frattura” che avviene attraverso lo scambio e la partecipazione. Il mangiare insieme, come nella cena conviviale che si è svolta presso lo Shakespeare Cafe, è un segno altro per “essere e restare in compagnia”, con un nesso importantissimo legato al banchetto di gruppo perché deriva da compartire il pane. Insomma quanto è bastato per tornare a casa con un sorriso.

Le immagini in evidenza sono di Mary Corradi.

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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