Esiste qualcosa di più consolatorio del cibo? L’abbiamo scoperto lasciandoci confortare da una serata ad alto impatto emotivo. Barbara Barbieri, cantante e direttrice di Shakespeare Cafe, e la psicologa Ilaria De Amicis hanno introdotto il pubblico alla scoperta dei significati delle pietanze consolatorie e della relazione con i diversi periodi che si attraversano nella vita. Ma anche  il supporto del gruppo aiuta ad affrontare e superare i momenti difficili, a curare le ferite. Una sorta di “operazione della frattura”, che avviene attraverso lo scambio e la partecipazione. Il mangiare insieme, come nella cena che si è svolta domenica 30 ottobre 2016 presso lo Shakespeare Cafe, è un segno altro per “essere e restare in compagnia”, con un nesso importantissimo legato al banchetto di gruppo, perché deriva dall’atto del compartire il pane. Insomma… quanto basta per predisporre gli animi allo spettacolo successivo alla cena.

L’immagine è di Mary Corradi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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