Due amici, due imbroglioni, due finti invitati che si spacciano per sarti alla corte del Principe Amleto. Per lui, triste e in lutto per la perdita del padre, confezioneranno l’abito più bello del mondo che lascerà tutti a bocca aperta. In realtà quest’abito non esiste ma i due riescono a far credere a tutti dell’esistenza in quanto “solo i furbi possono vederlo mentre gli sciocchi non vedranno niente”. E così, prima di essere smascherati da un ragazzino, faranno credere a ciambellani, servi, consiglieri e allo stesso Principe che l’abito esiste facendoselo pagare profumatamente. Nato dallo studio sull’opera “Amleto” di William Shakespeare e dalla favola de “I vestiti nuovi dell’imperatore”, questo spettacolo ha analizzato ciò che la celebre frase: “essere o non essere” può rappresentare nella finzione teatrale dove, la realtà, si mescola in un vortice continuo di trasformazioni e significati. Uno spettacolo divertente per insegnare a riconoscere la verità, la lealtà e la necessità primaria di un buon sovrano.

Lo spettacolo (testo e regia di Mario Mascitelli)  si è svolto anche il 1 novembre.

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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