Venerdì 31 ottobre, arte e musica dal vivo hanno accompagnato la performance inaugurale della mostra dei tre artisti emiliani Paride Cevolani, Rita Minelli e Elena Sammarchi, curata dalla critica e storica dell’arte Annalisa Mombelli presso la Galleria Sant’Andrea di Parma, in un cammino dal buio alla luce, in un risveglio delle capacità sensoriali e intellettive. L’arte ha, infatti, la possibilità di uscire dal mondo “finito” per raggiungere luoghi là dove il tempo cessa di esistere, in cui l’unico suono udibile è quello del Cuore. La morte può essere considerata come perdita simbolica di una parte di sé o di qualcosa che ci lega “a terra” e divenire un’occasione per mondare la propria interiorità spirituale, fungendo da passaggio iniziatico dalla fine di un’era al principio di una nuova consapevolezza. Da tale riflessione è nata l’opera dei giovani artisti emiliani, coinvolti nel progetto, ispirati nel creare opere ex novo, nelle diverse tecniche padroneggiate da ognuno, attraverso un lavoro di frammentazione e ricomposizione della materia scelta (legno, carta, tessuti…).

Dal momento che il mondo circostante funge da specchio e catalizzatore di noi stessi, i tre artisti hanno posizionato nella parte centrale della Galleria una installazione interattiva affinché i visitatori potessero sentirsi parte attiva di un Infinito Artistico. Il Dedalus Ensemble ha accompagnato “i segni del risveglio” tra note e luci soffuse.

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Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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