Ricordare una persona cara che non c’è più è un tema che ha fatto parte integrante delle culture di tutti i popoli fin dall’inizio dei tempi. L’arte funeraria, in quest’ottica, è un buon esempio di come la celebrazione della morte possa di per sé costituire una sorta di “arte a se stante”, che ha contraddistinto, nei millenni, epoche culturali diverse, dalle tombe dei faraoni ai cimiteri napoleonici. Poi, con l’avvento della carta stampata, è nata la grande stagione dei necrologi, delle affissioni murali, di tutti quei momenti di partecipazione collettiva a un evento luttuoso. Oggi, Terzo Millennio, la Rete spalanca un mondo vastissimo dove poter depositare i propri ricordi in modo tanto virtuale quanto concreto: la “nuvola” diventa la cassaforte dei ricordi, delle memorie, delle biografie. Nascono i primi siti di necrologi online e, al tempo stesso, anche i primi siti che abbozzano la possibilità di usare Internet per creare “spazi del ricordo” accessibili a tutti, al mondo intero. Forse, per la prima volta dall’inizio della storia dell’uomo, il concetto di eternità si è reso tangibile o quasi: è possibile ricordare per sempre qualcuno in Internet?

Ne ha parlato Fabio Valente, socio fondatore e Presidente di Vite Speciali, un importante portale italiano sulla morte e sul lutto.

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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