Caitlin Doughty

Negli Stati Uniti, la pratica dell’ home funeral sta crescendo in popolarità. L’idea non è certo nuova: per secoli, infatti, i familiari si sono presi cura del corpo del defunto, lavandolo, vestendolo, e tenendolo in casa fino al momento della sepoltura. Nonostante ciò, considerando che al giorno d’oggi la maggior parte della popolazione muore in ospedale, la pratica è entrata in disuso.

Negli ultimi anni, varie associazioni hanno iniziato a sostenere la reintroduzione di questa usanza. La realtà più famosa è probabilmente costituita dall’ Ordine della Buona Morte (Order of the Good Death), guidata dall’energica impresaria funebre Caitlin Doughty. L’ordine, il cui scopo è la discussione della morte in una società in cui viene spesso giudicata un taboo, gode di immensa popolarità, come testimoniato dalle regolari apparizioni dei suoi membri sulle grandi testate internazionali.

La missione dell’agenzia di Mrs Doughty, Undertaking LA, è descritta così nel sito dell’Ordine: “The principle behind Undertaking LA is placing the dying person and their family back in control of the dying process, the death itself, and the subsequent care of the dead body”.

In poche parole, lo scopo di Undertaking LA è di consentire al morente e alla sua famiglia di gestire e personalizzare le esequie e la cura del corpo. Questo perché, stando ai sostenitori dell’home-funeral, la morte di un familiare, di per sé un evento doloroso, viene resa ancor più traumatica dal fatto che la cura del defunto viene esternalizzata e gestita da un’agenzia. Tramite Undertaking LA, al contrario, la famiglia si occupa, se lo desidera, di lavare, vestire e tenere in casa il defunto, personalizzando dunque tutti quegli aspetti che sono di solito compito di ospedali e agenzie funebri.

Un’altra associazione che si batte per la diffusione dell’ home funeral è la National Home Funeral Alliance. Composta interamente da volontari (tra i quali si trovano impresari funerari, infermieri, terapisti ed altri), l’associazione fornisce informazioni ed assistenza a coloro che vogliono organizzare un home funeral.

Come si legge sul sito (http://homefuneralalliance.org/about/who-we-are/), in un home funeral la cura del corpo è “minima, non-invasiva ed eco-compatibile”. Questo evidenzia altre due componenti essenziali dell’home-funeral movement. Nel primo caso la cura del corpo gestita dai familiari è in netto contrasto con le pratiche tradizionalmente utilizzate dalle imprese funebri. Il corpo, infatti, non viene imbalsamato: tale pratica, giustificabile al tempo in cui i defunti venivano esposti per lungo tempo, non ha ormai ragione di esistere poiché il corpo viene interrato dopo poco tempo, contribuendo solo a far lievitare i prezzi. Nel secondo caso, le ragioni per la scelta di un home funeral sono economiche. Stando al sito della NHFA, il costo medio di un funerale gestito da un’impresa, non inclusa la bara, la tomba, i costi di cremazione o sepoltura, è di 8.343 dollari. Al contrario, il costo di un home funeral si aggira sui 200 dollari (ovvero il prezzo del ghiaccio usato per preservare il corpo, la spesa del contenitore per il cadavere, delle copie del certificato di morte e della benzina per il trasporto). A ciò vengono aggiunti i costi di cremazione o sepoltura che variano a seconda dei cimiteri o dei servizi.

Se siete interessati all’argomento, eccovi alcuni link utili:

Home Funeral Alliance http://homefuneralalliance.org/about/

Undertaking LA:  http://www.undertakingla.com/our-mission/

Un’introduzione all’home-funeral: http://www.smithsonianmag.com/arts-culture/the-surprising-satisfactions-of-a-home-funeral-53172008/?no-ist

 

About the Author
Laura Tradii è antropologa e scrittrice laureata all’University of Aberdeen (Regno Unito). Per perseguire il suo ambito di ricerca, orientato agli studi sulla morte in contesto storico e scientifico, sta al momento svolgendo un Master in Storia della Scienza, Tecnologia e Medicina presso l’University of Oxford.

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