L’epigrafia ha come scopo principale quello di studiare le epigrafi, vale a dire quelle iscrizioni realizzate, generalmente ma non necessariamente, su un materiale poco corruttibile ai fini di una documentazione pubblica e durevole nel tempo. L’Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie che il poeta statunitense Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di St. Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense. Le storie delle loro vite sono splendidamente scritte e piene di parole grandi e belle e di speranza. Sì, anche quelle più disperate e buie. Edgar Lee Masters è molto sincero e non risparmia niente della vita dei suoi personaggi, le sue poesie parlano di libertà e ribellione, di fallimento e anticonformismo. Proprio per questo, nel laboratorio per gli studenti che ha coinvolto una classe dell’Istituto M. Melloni, proposto da Alessia Zielo (archeologa e studiosa di riti funebri antichi) con Laura Liberale (scrittrice e studiosa di filosofie dell’India) ogni studente vi ha trovato dentro qualcosa di sé, in una appassionante officina di arte epigrafica.

 Le fotografie sono di Camilla Sarzi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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