immagineIn un’epoca in cui tendenze ecologiche spopolano nei più diversi settori, l’industria funeraria non è da meno. Negli ultimi anni, infatti, svariati progetti sono stati sviluppati per combinare la necessità di smaltire un numero crescente di defunti con il rispetto per l’ambiente e per i sentimenti delle persone coinvolte.

I designer italiani Anna Citelli e Raoul Bretzel, per esempio, hanno creato la Capsula Mundi, un contenitore di forma ovoidale, composto di materiale biodegradabile, all’interno del quale vengono posti i resti umani. Come nel Tree-Burial Giapponese, sopra la capsula viene poi piantato un albero scelto dal defunto.
L’Urban Death Project si basa su premesse simili. Per rendere la morte ecosostenibile in città sovrappopolate, l’architetto Katrina Spade ha progettato strutture nelle quali i corpi vengono compostati e trasformati in terreno fertile. Nell’immagine potete vedere le varie fasi del processo. I resti vengono fatti decomporre all’interno di una struttura di cemento, e dopo circa due anni il materiale fertile viene prelevato.

Una nuova tendenza è anche quella della cremazione “bio”, che avviene tramite una soluzione con acqua anziché con fiamme. Il processo, comporta un notevole risparmio di energia  ed evita dannose emissioni  di mercurio.

Un’altra soluzione decisamente originale è stata ideate da Jae Rhim Lee, che ha creato una tuta a corpo intero che viene indossata dal defunto. Il materiale biodegradabile dell’Infinity Burial Suit e’ arricchito da un mix di micro-organismi che favoriscono la decomposizione e, stando al sito, neutralizzano le tossine che si trovano nel corpo.

L’Infinity Burial Suit e la bio-cremazione sono già disponibili sul mercato, mentre l’Urban Death Project è ancora in fase di sperimentazione e l’apertura della prima struttura viene data per il 2023. In ogni caso, queste soluzioni rappresentano risvolti concreti di una crescente coscienza ecologica ed il desiderio di trovare una soluzione alternativa alle pratiche funerarie tradizionali.

Link a Capsula Mundi: http://www.capsulamundi.it/it/

 

Urban Death Project http://www.urbandeathproject.org/

 

Infinity Burial Suit http://coeio.com/

 

 

About the Author
Laura Tradii è antropologa e scrittrice laureata all’University of Aberdeen (Regno Unito). Per perseguire il suo ambito di ricerca, orientato agli studi sulla morte in contesto storico e scientifico, sta al momento svolgendo un Master in Storia della Scienza, Tecnologia e Medicina presso l’University of Oxford.

Leave a Reply

*

captcha *