Le declinazioni prese dal culto dello spirito nella storia dell’umanità sono innumerevoli. Gli antichi veneravano divinità naturali, personificazioni di boschi e fiumi, che in forme diverse sono sopravvissute al cristianesimo fino a tempi incredibilmente recenti; e un’epoca intrisa di dogmatica razionalità come il XIX secolo vede paradossalmente una fioritura del culto dello spiritismo. Lo spirito come essenza delle persone e delle cose, lo spirito come ciò che lascia tra i vivi chi ha lasciato il loro mondo e si è recato tra i morti. Tra finte sedute spiritiche, brani tratti dalla letteratura classica e canzoni a tema, Franca Tragni, Massimiliano Sozzi Rocco Rosignoli hanno realizzato uno spettacolo originale sul tema della spiritualità in relazione alla morte.

L’immagine è di Mary Corradi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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