Tu che ti spaventi di me, dimmi:

ti spaventi della mia vita o della mia morte?

Juan Ramon Jiménez

L’Associazione professionale di estetica oncologica (APEO), i cui scopi sono finalizzati a definire il profilo professionale e gli standard formativi per ottenere la relativa qualifica professionale, organizza corsi di alta formazione specialistica per estetiste, dove la ricerca estetica e quella medica si incontrano per ridurre gli effetti e dare benessere alle persone in terapia oncologica, con l’intento di mitigare i segni che le operazioni chirurgiche e le cure contro il cancro possono comportare.

Al corso, che ha visto i medici dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) nel ruolo di docenti, hanno partecipato settantacinque estetiste, provenienti da tutta Italia, alle quali sono stati rilasciati gli attestati di frequenza, che certificano l’acquisizione delle competenze necessarie per ridurre il disagio del paziente oncologico.

Chi affronta una malattia grave, con i conseguenti antiestetici effetti collaterali, come la caduta dei capelli e delle sopracciglia, i gonfiori e le cicatrici, deve affrontare in modo diretto queste stesse situazioni di disagio, nei confronti del partner, della famiglia, dell’ambito lavorativo.

Il ruolo delle estetiste in oncologia, sempre più importante perché necessita di una conoscenza globale e di un approccio completo alla cura, permette quindi di intervenire adeguando i consueti trattamenti estetici alle particolari condizioni del corpo, ferito dalla malattia e dalle terapie.

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

Leave a Reply

*

captcha *