Conducimi, dolce luce, tra il buio che mi circonda,

sii tu a condurmi!

La notte è oscura e sono lontano da casa,

sii tu a condurmi!

Custodisci i miei passi, non ti chiedo di vedere

la scena lontana: un solo passo per volta

mi è più che sufficiente.

 

Così a lungo la tua potenza mi ha benedetto,

e sicuramente mi condurrà ancora.

Oltre la landa e la palude,

oltre il dirupo e l’impeto dei torrenti,

fino a che la notte non dilegui;

e col mattino volti d’angelo, ecco,

sorridano,

quelli che da tanto ho amato,

e perduto ho solo per poco.

 

John Henry Newman

(21 febbraio 1801- 11 agosto 1890)

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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