Il CBGB si trovava nel cuore del Lower East Side di Manhattan. Era per lo più frequentato dalla cosiddetta scena alternativa della città. Laddove era possibile individuare uno sparuto gruppo bohemienne, si ergeva subito dopo l’ombra minacciosa degli Hell’s Angels. Rockers, Mods, Dark, Punk, umanità varia ai margini del sistema, in apparente contrasto e invece stretta per condividere una sola cosa: la musica del CBGB. Quel locale presto divenne punto di riferimento per le giovani band, ancor più stava per essere unanimemente riconosciuto dai giovani newyorkesi come il punto nevralgico del sottobosco musicale della città.

La leggenda narra che Richard Hell e Tom Verlaine – fondatori dei Television – quando videro il locale rimasero folgorati: i marchi di birra impressi sulle insegne al neon illuminavano flebilmente il piccolo palco posto contro il muro; le tubature a vista, il soffitto nero – unitamente all’ubicazione – conferivano allo stabile l’atmosfera underground che ne avrebbe caratterizzato, negli anni a seguire, il tratto.

I Television, furono dunque il primo gruppo a calcare quel palco, in rapida successione numerose personalità del mondo rock –non ancora manifeste – ci suonarono. Una di quelle fu Patti Smith. Gli esordi della sacerdotessa del Rock registrarono un successo senza precedenti, tanto da diventare, assieme al suo gruppo, la band resident del locale. La New Wave (della quale fu l’indiscussa regina) era ancora agli albori, ma ben presto da quel palco si sarebbero esibiti gruppi come Blondie, Ramones, Talking Heads, Cramps.

La consacrazione definitiva del CBGB avvenne nell’estate del 1975 con l’organizzazione del primo Rock Festival. In cartellone figuravano le migliori band del Paese; l’eco dell’avvenimento arrivò oltre oceano e consegnò definitivamente il luogo alla mitologia del rock.

L’onda lunga del successo della fine degli anni ’70 cessò inesorabilmente con l’avvento degli anni ’80. La grande stagione del punk stava inesorabilmente scemando. Ben presto svanirono i personaggi che ne avevano costruito le fortune: i Ramones, gruppo culto del punk americano, andarono incontro ad alterne fortune, i Talking Heads, dopo aver conosciuto il successo e la fama in tutto il mondo, si sciolsero; la  Smith, divenuta una star, continuava a cavalcare il successo a più latitudini.

La cosiddetta scena alternativa di New York di fatto non esisteva più. In seguito il CBGB per sopravvivere cercò di ritagliarsi un piccolo spazio nella musica di nicchia. Non si poteva più parlare di scena alternativa, ma l’Hardcore punk e in particolare il NY-Hardcore erano divenuti in quel periodo veri e propri movimenti e si erano ritagliati un discreto seguito. Le domeniche al CBGB furono per anni dedicate al Matinee Day, una sorta di rassegna per gruppi emergenti. Hilly Kristal – padre padrone del posto – stava invano cercando di riportare il locale ai fasti di un tempo. Di fatto il CBGB andava lentamente trasformandosi in un Pub/Birreria. La domenica del Matinee cessò di esistere per i disordini fuori dal locale e dentro; negli anni ’90 i concerti nelle altre serate cessarono.

Ai giorni nostri il CBGB stava divenendo “luogo di culto” per gli appassionati che come fedeli pellegrini accorrevano a frotte per vedere ciò che restava della memoria storica del luogo.

Il CBGB ha chiuso il 30 settembre 2006 a causa di una lunga battaglia legale con i proprietari dell’immobile. La chiusura dello storico locale fu salutata da un concerto memorabile al quale parteciparono, tra gli altri, alcuni personaggi cardine come Patti Smith e Debbie Harry dei Blondie.

Kristal comunicò la notizia che avrebbe riaperto lo storico locale a Las Vegas: “Ho preso tutto, i bar, il palco, i cessi dove Joey Ramone ha fatto la pipì insieme a me. Ho preso tutto ciò che ha fatto di questo posto il CBGB”.

Lo storico promoter non riuscì nel suo intento, morì, infatti, l’anno successivo, non prima di aver visto trasformata “la sua creatura” in una boutique di alta moda.

About the Author
Marco Pipitone, fotografo presso il laboratorio fotografico del Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Lavora come Dee Jay nei circuiti alternativi italiani: dal Fuori Orario di Reggio Emilia all’Estragon di Bologna. Da diversi anni è giornalista pubblicista e si occupa nello specifico del mondo musicale. Attualmente collabora con Gazzetta di Parma e Il Fatto Quotidiano per il quale cura un blog da lui ideato: “9 canzoni 9 … di Marco Pipitone”.

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