“Born into the waves” è il titolo che And also the trees hanno dato al loro indimenticabile concerto, di Parma, del 21 ottobre, anteprima della Rassegna Il Rumore del Lutto.

Una band storica, indissolubilmente legata agli anni del Post-Punk. Le sonorità che ne contraddistinguono il tratto riconducono alla New Wave dei primissimi anni Ottanta: Joy Division, Simple Minds, The Cure. Proprio questi ultimi ne hanno incensato le gesta, divenendone promotori a più riprese e invitandoli anche recentemente ad aprire i propri live set. Ma gli AATT nel tempo hanno saputo evolvere all’interno di una cifra stilistica di grande impatto emotivo nella quale le cupe sonorità, marchio distintivo della fabbrica, abbracciano un sound maturo e rassicurante, riscontrabile in “Born into the Waves”, tredicesimo album di studio.

 

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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