Angelo che sull’anima mia vegli

e sai donde provengo e dove vado

e che a pareggio del passato scegli

quell’avvenire che è per me il presente,

e mi sorreggi subito se cado

e mi accendi la luce della mente,

per tutto quello che si agita nel petto e non ha sbocco

per il lungo pianto dentro di me per ciò che non ho detto

fa che io ritrovi la virtù del canto.

 

 

Rinaldo Küfferle

(1 novembre 1903 – 20 febbraio 1955)

 

L’immagine in evidenza è di Oleg Oprisco

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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