Dei Marlene Kuntz sappiamo tutto. Il gruppo di Cuneo è sulla scena indipendente italiana da oltre vent’anni con dieci dischi d’inediti all’attivo e sono a tutt’oggi una delle band italiane più longeve e celebrate. Di Cristiano Godano, invece, ci sono cose che a tutt’oggi restano appannaggio di chi è andato “oltre” leggendo magari i libri da lui pubblicati, oppure scrutando “oltre le consuetudini” i testi delle canzoni.

Incontrarlo in una situazione esclusiva, negli spazi di Ratafià Teatro Bar,  ha significato velarne una versione più intima e circoscritta, in cui  ad essere indagate sono state le visioni apocrife di un artista che ha scardinato il sistema musicale italiano mediante una proposta musicale fuori dalle convenzioni. Cristiano si è lasciato intervistare da Marco Pipitone, ripercorrendo i passi più significativi della propria storia, grazie ad una selezione musicale da lui curata, capace di scandire tempi e modalità di una serata all’insegna del tutto esaurito.

Le fotografie sono di Camilla Sarzi

About the Author
Maria Angela Gelati, storica, tanatologa e blogger de Il Fatto Quotidiano. Si occupa da oltre vent’anni di ricerca e sviluppo della tanatologia e da circa dieci di Death Education. Come docente collabora al Master Death Studies and the End of Life (Università degli Studi di Padova) e alla formazione professionale in ambito funerario, sanitario e scolastico. Tra le sue pubblicazioni: L'albero della vita (Mursia, 2015); Ci sono cose che (Diritto d’Autore, 2012); Scritture per un addio (Il Ponte Vecchio, 2008); All’ombra dei dolenti. Guida alla ritualità commemorativa fra tradizione e modernità (CSO, 2004).

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